Amore… ai tempi del cellulare

10 anni fa, da una cabina telefonica…

“Anna, tesoro, sono alla stazione. Sto per prendere il treno e fra tre ore saremo di nuovo insieme. Non vedo l’ora, e tu?”

“Certo, anche io Fabio…anche se oggi è una giornata un po’ complicata…avevo preso un impegno che ormai è troppo tardi per disdire. Ma non mi avevi detto che venivi venerdì?”

“Ma che hai? Non ti sento contenta. Ho fatto i salti mortali per rendermi libero oggi e avere due giorni da stare insieme. Si può sapere che impegno hai?”

“Sai, devo vedere Paolo, quel mio vecchio compagno di università di cui qualche volta ti ho parlato. Mi ha proposto un lavoro e non vorrei perdere questa occasione. Poi ti spiegherò tutto”.

“Paolo??Quello che ti faceva il filo?”

“Sì, ma questo non c’entra”.

“C’entra, c’entra….Sai che ti dico? A questo punto non parto più, se no finiremmo per litigare!”.

…Oggi, dal cellulare…

 Chiamata 1.

“Anna, tesoro, sono alla stazione. Sto per prendere il treno e fra tre ore saremo di nuovo insieme. Non vedo l’ora, e tu?”

“Certo, anche io Fabio…anche se oggi è una giornata un po’ complicata…avevo preso un impegno che ormai è troppo tardi per disdire. Ma non mi avevi detto che venivi venerdì?”

“Ma che hai? Non ti sento contenta. Ho fatto i salti mortali per rendermi libero oggi e avere due giorni da stare insieme. Si può sapere che impegno hai?”

“Sai, devo vedere Paolo, quel mio vecchio compagno di università di cui qualche volta ti ho parlato. Mi ha proposto un lavoro e non vorrei perdere questa occasione. Poi ti spiegherò tutto”.

“Paolo??Quello che ti faceva il filo?”

“Sì, ma questo non c’entra”.

“C’entra, c’entra…Il treno sta per partire, ti richiamo tra poco”.

 

Chiamata 2.

“Sono ancora io, Anna. Ma che cos’è questa storia?”

“Come al solito ti arrabbi sempre per delle stupidaggini, Fabio. Sono davvero stufa….”

“Io sono ancora più stufo di te. Uffah, non c’è più campo! Ti richiamo!”.

 

Chiamata 3.

“Mi pare che così non possiamo andare avanti, Anna. Abbiamo idee troppo diverse.”

“Ma scusa, possibile che se non la penso come te devi subito prendertela a male??”

“E’ meglio interrompere, ora sono troppo agitato!”.

 

Chiamata 4.

“Sei ancora lì, Anna?Insomma, vuoi o no che venga??”

“Certo che voglio, ma non mi va che tu sia sempre così sospettoso..”

“Sai che ti dico? Scendo alla prossima stazione e non ne parliamo più!” .

Fabio richiude con un colpo secco il suo cellulare, raccoglie le sue cose e si prepara a scendere dal treno.

Ecco due esempi di telefonate, svoltesi prima e dopo l’avvento del cellulare. Basta poco per accorgersi che il nuovo marchingegno ha completamente cambiato le modalità di comunicazione a distanza. Nel primo caso Fabio ha solo due possibilità: o rinuncia a salire sul treno, o rimanda ogni drastica decisione all’incontro con Anna. Nel secondo, la comunicazione è continua, segue il via vai dei sentimenti e delle reazioni; le decisioni vengono prese e comunicate all’istante, senza frapporre alcun ripensamento tra un’emozione e l’altra. Alcuni affermano che ci troviamo di fronte a una trasformazione epocale che riguarda la rapidità e l’immediatezza della comunicazione, e delle scelte conseguenti; questo scambio veloce ed istantaneo di pensieri, emozioni e reazioni talvolta non lascia spazio alla riflessione e al sedimentarsi delle idee, che seguono unicamente l’impulso del momento. Quel piccolo apparecchio ha certamente cambiato il nostro modo di metterci in rapporto con gli altri. Se in meglio o in peggio, ad ognuno le proprie considerazioni.

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