Vergogna e imbarazzo: segnali positivi

Inciampare, sbattere contro un vetro, dire cose inopportune, diventare rossi o cominciare a balbettare di fronte ad un pubblico in ascolto sono tutte situazione che vengono vissute con imbarazzo e vergogna. Le persone raccontano questi episodi con un sorriso ma quasi sempre amaro.

In realtà secondo uno studio dell’Università della California a Berkeley chi esprime più imbarazzo tende ad essere ritenuto una persona generosa e leale. I ricercatori lo hanno dimostrato in un esperimento pubblicato sulla rivista Journal of Personality and Social Psychology(1)  che ha coinvolto 57 studenti universitari che hanno raccontato le esperienze imbarazzanti vissute recentemente quindi hanno risposto ad alcune domande che misuravano la loro generosità e il giudizio di altre persone ai racconti ascoltati. I ricercatori hanno concluso che le persone giudicano i momenti “no” degli altri come un segnale di un comportamento generoso dimostrando empatia e fiducia nei loro confronti.

Nella pratica clinica non c’è dubbio che momenti di vergogna o imbarazzo sono vissuti dall’individuo in maniera sofferta mentre dagl’altri viene percepita come un momento di verità e questo sviluppa in loro comportamenti di vicinanza ed empatia.

Il pubblico che assiste a questi momenti viene vissuto come un severo critico ma forse i peggiori critici di questi momenti siamo proprio noi stessi.

(1)Feinberg, M., Willer, R., & Keltner, D. (2011, September 19). Flustered and Faithful: Embarrassment as a Signal of Prosociality. Journal of Personality and Social Psychology. Advance online publication. doi: 10.1037/a0025403 (qui articolo in inglese)

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